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Femminile e maschile in scena

(1 recensione del cliente)

15,00 

Il femminile e maschile in scena. Una trilogia a teatro

Questo libro è sicuramente da leggere, ma l’obiettivo esplicito è quello di tra-sformare i lettori in spettatori. Infatti il libro si compone di tre pieces teatrali, atti unici che portano in maniera semplice, ma decisamente importante, “il femminile e il maschile in scena”.
L’autrice, nota psicologa e psicoterapeuta, ha interpretato tre fiabe moderne e le ha trasformate in dialoghi per il teatro. La scelta è ricaduta su tre temi importanti che attraversano, a volte anche in maniera devastante, l’animo di tutti noi e che caratterizzano parte anche del dibattito socio-culturale attuale.
Il primo tema è quello dell’identità di genere con la fiaba “Il riccio che voleva essere castagna” che si trasforma in “Perturbante confine”, il secondo tema è quello della violenza di genere e della manipolazione che si può tradurre in gaslighting con la fiaba “L’orco” che diventa “Spine”, il terzo tema è quello della leggiadra danza tra il maschile e il femminile, con le caratteristiche e gli stereotipi attribuiti a questi due elementi della vita, con la fiaba “La talpa e il gatto” che diventa “Un duetto” dove i due protagonisti comprenderanno, in un divertente crescendo, l’importanza del rispetto reciproco e del valore dell’altro.

 

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SKU: 9791281861442
Category:

Informazioni aggiuntive

Peso 0,261 kg
Dimensioni 14,8 × 21 × 0,13 cm
Editore

Genere

Collana

Pagine

Tipo di rilegatura

Data di pubblicazione

1 recensione per Femminile e maschile in scena

  1. Giancarlo

    Recensione di Natalia Danioni del libro di Elvezia Benini Malombra “Femminile e maschile in scena. Una trilogia a teatro” 📚🌹

    Il volume di Elvezia Benini si presenta come un’opera originale e stratificata, in cui la scrittura teatrale diventa strumento di indagine psicologica e simbolica. Attraverso tre pièce ispirate a fiabe e figure archetipiche, l’autrice costruisce un percorso unitario che esplora il dialogo tra femminile e maschile, intesi non solo come identità di genere, ma soprattutto come dimensioni interiori della psiche.

    Il riferimento alla psicologia analitica di Carl Gustav Jung è centrale: Anima e Animus, Ombra e processo di individuazione diventano chiavi di lettura fondamentali per comprendere le trasformazioni dei personaggi. Le storie messe in scena mostrano infatti un costante movimento verso l’integrazione degli opposti, in cui il conflitto non è mai fine a sé stesso, ma occasione di crescita e consapevolezza.

    Particolarmente efficace è l’uso della fiaba come linguaggio simbolico universale. In linea con le riflessioni di Marie-Louise von Franz, le narrazioni proposte da Benini attivano immagini profonde dell’inconscio collettivo, rendendo accessibili dinamiche interiori complesse attraverso personaggi e situazioni immediatamente evocativi. Il teatro, in questo contesto, amplifica il potere della fiaba: ciò che è interiore diventa visibile, corporeo, emotivamente condiviso.

    Tra le storie più significative emerge quella del riccio e della castagna (Perturbante confine), in cui il tema dell’identità ferita e della trasformazione trova una forma particolarmente intensa e simbolica. Allo stesso modo, la vicenda di Biancastella in Spine affronta con forza il tema della liberazione da relazioni oppressive e della riconquista della propria autonomia psichica. Anche i duetti più allegorici, come quello tra Monsieur Gattò e Madame Talpà, rafforzano l’idea che la crescita personale nasca sempre dall’incontro tra luce e ombra, superficie e profondità.

    Dal punto di vista stilistico, la scrittura di Benini è intuitiva, essenziale e fortemente evocativa: privilegia il dialogo e la dimensione simbolica, lasciando allo spettatore-lettore il compito di completare il senso attraverso la propria esperienza interiore. Questo rende l’opera più vicina a un’esperienza teatrale che a una lettura tradizionale.

    Nel complesso, Femminile e maschile in scena è un lavoro coerente e profondamente ispirato, che unisce teatro, fiaba e psicologia analitica in un unico percorso di esplorazione dell’animo umano. Il risultato è un invito alla consapevolezza: riconoscere e integrare le proprie parti opposte non come conflitto da risolvere, ma come possibilità di armonia e trasformazione.

    Natalia Danioni

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